Travi del Cav.

Il mistero delle dodici materie. Nel frattempo, però, altri dossier che il “partito del nord” riteneva essenziali languono inspiegabilmente. Primo fra tutti, il decreto legge per la devoluzione di competenza su dodici materie (dall’istruzione alla sicurezza), che assieme al federalismo fiscale è la spina dorsale dello Statuto dell’Autonomia che la Lombardia ha votato qualche mese fa. Senza quello, del “federalismo alla lombarda” resterebbe poca cosa. Il dubbio che serpeggia al Pirellone è che il federalismo fiscale di Calderoli finisca per ridursi a pochi spiccioli, contrattati per di più a costo di concessioni alla logica di spesa di altre regioni, meno virtuose. Il caso dei 400 milioni di euro dei fondi Inail che la regione contava di usare per finanziare la nuova “Cittadella della salute”, e che Tremonti ha tolto d’ufficio dalla Finanziaria ha molto sconcertato i vertici lombardi. E anche al di fuori della maggioranza, in ambiente Pd, c’è chi si chiede a cosa serva tenere i conti regionali in ordine, se poi i fondi per gli investimenti non arrivano. Si respira insomma un certo pessimismo, lo spettro che inizia ad aleggiare è quello del precedente governo Berlusconi, che a fronte del maggior tasso di ministri del nord presenti, fu quello che meno favorì la Lombardia. Ieri sera Letizia Moratti era alla Festa democratica a discutere con Sergio Chiamparino, qualche giorno fa era toccato a Roberto Formigoni con Mercedes Bresso. In attesa della politica vera.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
